Covid, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e Mezzogiorno

Perché la ripresa deve ripartire dalle periferie

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

L’economia italiana è stata colpita prima e più duramente dalla pandemia di Covid-19. Nel 2020, il PIL si è ridotto dell’8,9%, a fronte di una riduzione nell’Unione Europea del 6,2. Questa crisi si è abbattuta su un Paese già fragile dal punto di vista economico, sociale ed ambientale.

Negli ultimi 20 anni il prodotto interno lordo italiano è cresciuto del 7,8%. Per paragone, nello stesso periodo in Germania la crescita è stata del 30,2%.

In Italia, fra il 2005 e il 2020 la percentuale di persone sotto la soglia di povertà è aumentata dal 3,3% al 9,4%.

Le donne e i giovani sono fra le categorie maggiormente colpite. Solo una donna su due partecipa alla forza lavoro. E l’Italia è il Paese dell’Unione Europea con la più alta percentuale di giovani tra i 15 e i 29 anni non impegnati nello studio, nel lavoro o nella formazione.

Questi problemi sono ancora più gravi nel Mezzogiorno. La crisi pandemica ha colpito più duramente il Sud, in quanto ha danneggiato in misura maggiore i settori principali per la regione, come il turismo e i servizi. Nei primi tre trimestri del 2020 l’occupazione è diminuita del 4,5 per cento, il triplo rispetto al Centro-Nord.

Tra le cause del deludente andamento della produttività c’è l’incapacità di cogliere le molte opportunità legate alla rivoluzione digitale. Questo ritardo è dovuto sia alla mancanza di investimenti strutturali adeguati, sia alle condizioni del tessuto produttivo, caratterizzato da una prevalenza di piccole e medie imprese, che sono state spesso lente nell’adottare nuove tecnologie. La lenta adozione delle nuove tecnologie caratterizza anche la pubblica amministrazione.

Per non condannare l’Italia a un futuro di bassa crescita da cui sarà sempre più difficile uscire l’Italia deve reagire e cogliere le opportunità di investimento, sviluppo e riforma offerte dal Next Generation EU.

Per non condannare l’Italia a un futuro di bassa crescita da cui sarà sempre più difficile uscire l’Italia deve reagire e cogliere le opportunità di investimento, sviluppo e riforma offerte dal Next Generation EU.

Il Next Generation EU, o NGEU, è la risposta dell’Unione Europea alla crisi generata dalla pandemia. Si tratta di un programma di grande portata che prevede investimenti mirati e riforme per accelerare la transizione digitale ed ecologica, formare una nuova generazione di lavoratori e contrastare le disuguaglianze territoriali e generazionali.

L’Italia è in cima alla lista dei beneficiari dei due principali strumenti del NGEU:

  • il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF), che mobilita risorse per 191,5 miliardi di euro
  • il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU)

Il dispositivo RRF richiede agli Stati membri di presentare un programma di riforme e investimenti: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), composto da sei Missioni.

Le sei Missioni del Piano sono:

  1. digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo
  2. transizione ecologica
  3. infrastrutture per una mobilità sostenibile
  4. istruzione e ricerca
  5. coesione sociale e territoriale
  6. salute e resilienza economica, sociale e istituzionale

Il 40 per cento circa delle risorse del Piano sono destinate al Mezzogiorno. Le misure previste vanno nella corretta direzione per attenuare i divari storici tra il Centro-Nord e il Sud.

Missione 1: Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo

La scarsa diffusione di competenze digitali fra i cittadini e la bassa diffusione di tecnologie avanzate fra le imprese e la pubblica amministrazione ha relegato l’Italia al 25° posto in Europa come livello di digitalizzazione. Il basso livello di investimenti in digitalizzazione e innovazione è uno dei principali fattori che limitano la crescita produttiva ed economica del Paese. Pertanto lo sforzo di digitalizzazione e innovazione è centrale in questa Missione, ma riguarda anche le altre cinque.

Sul fronte della pubblica amministrazione, la missione mira a: rafforzare l’infrastruttura digitale spingendo la amministrazioni a migrare al cloud, semplificare drasticamente la burocrazia, rafforzare le competenze del capitale umano della pubblica amministrazione, migliorare l’accessibilità dei servizi e rafforzare le difese di cybersecurity.

Sul fronte impresa ha l’obiettivo di promuovere l’innovazione e la digitalizzazione del sistema produttivo incentivando gli investimenti in tecnologia, ricerca e sviluppo, espandere la copertura della connettività a banda larga su tutto il territorio, promuovere lo sviluppo e la competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali.

Il Piano Italia Cashless ha promosso la diffusione dei pagamenti elettronici introducendo iniziative dedicate ai cittadini, come il Cashback di Stato e la Lotteria degli scontrini, e agli esercenti, come il credito di imposta sulle commissioni per le transazioni effettuate tramite POS.

Quello del Recovery Plan sui pagamenti digitali è un tema complesso e controverso. I primi dati sembrano promettenti in termini di conquista di nuovi utenti, di moltiplicarsi delle modalità, dell'arrivo di nuove iniziative da un lato e della creazione di nuovi grandi protagonisti del mercato dall’altro. Non mancano alcune criticità, come gli abusi del sistema del Cashback.

Valeria Portale, responsabile dell'Osservatorio sui pagamenti digitali del Politecnico di Milano, spiega: «Nel 2020 sono stati mantenuti i volumi di transato del 2019, 268 miliardi, ma a fronte di un calo dei consumi del 13%. Vuol dire che i pagamenti digitali sono saliti dal 29% al 33% sul totale delle transazioni. E i primi dati relativi al 2021 dicono che la tendenza alla crescita è confermata. Ma non dimentichiamo che siamo ancora al 24esimo posto nell'Europa a 27».

La crescente adozione dei pagamenti elettronici spinge il mercato a cambiare e modernizzarsi, che si sposta verso sistemi più innovativi delle classiche carte di pagamento: carte-conto, pagamenti con codice QR come Satispay (come funziona Satispay), e soprattutto pagamenti mobile tramite smartphone e smartwatch.

Sono circa 120 le società operanti anche in Italia che hanno chiesto l'autorizzazione PSD2, la Direttiva dei Sistemi di Pagamento che regolamenta i servizi di pagamento e i gestori dei servizi di pagamento all'interno dell'Unione europea.

Alle offerte dei nuovi protagonisti italiani, come Axerve, si affiancano quelle di operatori internazionali che vogliono capitalizzare sull’opportunità italiana, come SumUp o Zettle (recentemente acquisito da Paypal). La maggiore competitività di mercato abbinata al credito di imposta sulle commissioni ha ridotto notevolmente il costo e commissioni del POS per gli esercenti, e scegliere il miglior POS mobile, portatile o bancario per le specifiche circostanze del commerciante o professionista è diventato più facile. Gli esercenti da parte loro sembrano apprezzare le novità, come testimoniano le opinioni e recensioni del POS SumUp, o le opinioni e recensioni del POS Axerve di Banca Sella.

Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica

L’Italia si trova in una posizione unica per cogliere le opportunità della transizione ecologica.

Il nostro paese può trarre maggior vantaggio e più rapidamente rispetto ad altri Paesi dalla transizione, data la relativa scarsità di risorse tradizionali (es., petrolio e gas naturale) e l’abbondanza di alcune risorse rinnovabili. Per esempio il Sud può vantare fino al 30-40% in più di irraggiamento solare rispetto alla media europea, rendendo i costi del fotovoltaico potenzialmente più bassi.

Il PNRR è un’occasione unica per accelerare la transizione ecologica. La Missione 2, intitolata Rivoluzione Verde e Transizione ecologica, consiste di 4 Componenti:

  1. Economia circolaree agricoltura sostenibile
  2. Energia rinnovabile, idrogeno, retee mobilità sostenibile
  3. Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici
  4. Tutela del territorio e della risorsa idrica

Le iniziative della Missione 2 hanno un forte impatto sulla riduzione dei divari territoriali. Nello specifico, le misure relative all’economia circolare e alla sostenibilità della filiera agroalimentare saranno uniformemente distribuite fra Nord e Sud. In maniera analoga, tutte le misure volte alla decarbonizzazione dei trasporti, alla mitigazione del rischio idrogeologico, alla riforestazione, alle bonifiche e alla difesa delle risorse idriche avranno una distribuzione equa sul territorio nazionale.

Alcune misure possono avere maggior incidenza al Sud, come per esempio la depurazione delle acque e alcuni progetti di potenziamento dell’industria nazionale in settori strategici per la produzione di energie rinnovabili e di tecnologie per il trasporto sostenibile.

Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile

La missione si articola in due componenti:

  1. Sviluppo del sistema ferroviario italiano potenziando il trasporto su binari di persone e merci. Prevede il completamento dei principali assi ferroviari ad alta velocità ed alta capacità, all’integrazione fra questi e la rete ferroviaria regionale e alla messa in sicurezza dell’intera rete ferroviaria.
  2. Interventi a supporto dell’ammodernamento e della digitalizzazione del sistema logistico.

Missione 4: Istruzione e ricerca

La Missione Istruzione e ricerca si basa su una strategia che comprende:

  • Miglioramento e ampliamento dei servizi di istruzione e formazione
  • Miglioramento dei processi di reclutamento e di formazione degli insegnanti
  • Ampliamento delle competenze e potenziamento delle infrastrutture scolastiche
  • Riforma dei dottorati
  • Rafforzamento della ricerca e della sinergia tra università e imprese
  • Sostegno ai processi di innovazione tecnologica
  • Potenziamento delle condizioni di supporto alla ricerca e all’innovazione

Missione 5: Inclusione e coesione

Questa missione si concentra sul sostegno all’empowerment delle donne e al contrasto alle discriminazioni di genere, di incremento delle prospettive occupazionali dei giovani, di riequilibrio territoriale e sviluppo del Mezzogiorno e delle aree periferiche.

La missione si articola in tre componenti che rispettano le raccomandazioni della Commissione europea, e che saranno accompagnate da una serie di riforme che sostengono gli investimenti in:

  1. Politiche per il lavoro, aumentando il tasso di occupazione, facilitando le transizioni lavorative e formando adeguatamente le persone.
  2. Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore per prevenire l’esclusione sociale delle persone più fragile e valorizzare la dimensione sociale delle politiche sanitarie, urbanistiche, abitative e dei servizi per l’infanzia, gli anziani e i soggetti più vulnerabili.
  3. Interventi speciali per la coesione territoriale, riformando il sistema delle ZES (Zone Economiche Speciali), migliorando la qualità dei servizi scolastici, sanitari e sociali, e valorizzando i beni confiscati alle mafie.

Missione 6: Salute

La crisi sanitaria del Covid ha confermato la rilevanza economica dei servizi sanitari pubblici ma ha reso evidente alcuni limiti e mancanze strutturali, in particolare nelle disparità territoriali, nella prevenzione, nei tempi di erogazione delle prestazioni.

La Missione 6 si articola in due componenti:

  1. Reti di prossimità,strutture intermedie e telemedicina per l'assistenza sanitaria territoriale.
  2. Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizi osanitario nazionale.